Che la Liguria offra caratteristiche uniche sotto il profilo naturalistico è cosa nota; grazie alle sue originali condizioni climatiche, geomorfologiche ed ecologiche, assimilabili a quelle che ritroviamo solamente nelle isole maggiori del nostro paese. Meno noto è il fatto che spesso non serve addentrarsi nel cuore delle sue splendide vallate per apprezzarne la ricchezza ma basta rivolgersi al primissimo entroterra, a pochi kilometri dalla antropizzata linea costiera. Il rio Torsero son il suo incessante scorrere ed erodere ha portato alla luce uno dei più importanti giacimenti di resti fossili di tutta la Liguria, risalenti al Pliocene (da 5,2 a 1,8 milioni di anni fa), era in cui nella piana di Albenga e Ceriale si estendeva un mare tropicale ricchissimo di forme di vita (circa 200 specie). Le fitocenosi, presenti oggi nell’area, rispecchiano da un lato il classico ambiente mediterraneo: dalla macchia con essenze eliofile (come la genziana, il timo, il cisto, l’erica e il corbezzolo) fino alla sua naturale evoluzione in lecceta, dall’altro, nei solchi scavati dai torrenti, ambienti più ripariali e ombrosi dominati da specie come l’ontano, l’orniello, il carpino nero e la roverella.  Inoltre sono ancora presenti le tracce dell’attività silvicola e pastorale di un tempo (come i rimboschimenti di pino nero e silvestre, le caselle, i ponti ad arco in muratura, le carbonaie e i pascoli). Numerosi endemismi floristici (come Il giglio pomponio e la genziana ligure) e pregiate specie faunistiche (come la lucertola ocellata, il pelotide punteggiato, la natrice viperina e il lupo) esaltano questo territorio spesso ignorato ma che rappresenta un vero “angolo di paradiso” dietro casa..

L’escursione parte poco sopra l’abitato di Peagna (196m s.l.m.) lungo il sentiero che costeggia, in falsopiano, il rio Ibà nel fondovalle dell’omonima valle fino a raggiungere un caratteristico ponte in pietra che immette in una radura dove sorgono i ruderi della Casa Trinchella (circa 200m s.l.m.); da qui comincia la risalita del rio Torsero fino a raggiungere i pascoli di Poggio Ceresa (710m s.l.m.) e una piccola cappella. Un facile sentiero/strada sterrata che costeggia Poggio Grande porta al Santuario di Monte Croce (735m s.l.m.) da dove si snoda un interessante via di crinale verso il monte Acuto (728m s.l.m.). Da qui si scende per ritornare a Peagna lungo un ripido sentiero che fiancheggia il rio della Croce.

DETTAGLI TECNICI

Dislivello: 539m

Tempi percorrenza: 5 ore

Lunghezza: 11,00 km

Difficolta: Escursionistica

DETTAGLI LOGISTICI

Ritrovo ad Albenga (automuniti) alle ore 8.00 presso il grande parcheggio all’uscita dell’autostrada; compattamento auto e arrivo a Peagna, rientro nel primo pomeriggio previsto per le 15.00. Il pranzo è al sacco (non incluso nell’escursione). 

Per l’escursione è consigliabile dotarsi di: Scarponcini da montagna, giacchetta impermeabile, pile o maglione, pantaloni lunghi, maglietta e calzini di ricambio, almeno 1 litro e mezzo di acqua, racchetta/e da trekking, cappellino, binocolo, macchina fotografica. 

CONTRIBUTO SPESE ORGANIZZATIVE

Per l’escursione è richiesto un contributo di euro 10,00 per gli adulti. Gratis per i ragazzi sotto i 18 anni

Evento riservato ai soci MY (costo tessera euro 20,00)

INFO & PRENOTAZIONI

Matteo Serafini (GAE)

+39 333 6853041

NB: è richiesto un minimo di cinque partecipanti.

Cari soci,

l’emergenza sanitaria che sta interessando il nostro paese, e non solo, ci impone scelte non semplici e non sempre condivisibili. La portata e le caratteristiche di questo nuovo agente patogeno, COVID-19, mette a dura prova la nostra percezione di libertà e responsabilità verso il prossimo. Per quanto questa influenza abbia un basso tasso di letalità, la capacità di trasmissione del virus tra persone è molto più alta di tante altre specie simili, con il risultato che nonostante l’adozione di misure più o meno restrittive nelle prossime settimane continuerà a crescere in maniera esponenziale il numero dei contagiati. Per 9 persone su 10 sarà come un'influenza. Ma per 1 su 10 sarà potenzialmente grave o molto grave. Parliamo principalmente delle fasce più deboli della nostra società, gli anziani e le persone già colpite da patologie più o meno gravi. Ragionando su grandi numeri la proporzione di persone che possono aver bisogno di essere ricoverate sarebbe superiore ai posti letto a disposizione nelle strutture dedicate. L'importante quindi non è non ammalarsi: l'importante è non ammalarsi tutti nello stesso momento, evitando il sovraccarico del nostro Sistema Sanitario Nazionale (che è uno dei migliori al mondo) e guadagnando tempo prezioso per la sintesi di un vaccino. È in quest’ottica che si misura il nostro senso civico e il grado di civiltà del nostro paese: valutando quanto siamo in grado di prenderci cura dei più deboli.

L’Associazione MY ASD ha come mission principale quella di tutelare e valorizzare il territorio ma implicitamente anche chi vive, opera e lavora nello stesso. A seguito di diversi momenti di confronto con il Consiglio Direttivo della ASD MY ma anche con i referenti provinciali e regionali UISP, a cui l’associazione è affiliata, in adempimento alle finalità statuarie e in forza al DPCM dell’8 marzo 2020, l’associazione sospende tutte le attività in calendario fino a nuove disposizioni. Pur non entrando nel merito delle specifiche disposizioni messe in atto dal Governo, dalle Regioni e dai singoli territori ci sentiamo in dovere di raccomandare a tutti i soci di limitare gli spostamenti e ottemperare alle raccomandazioni espresse dal Ministero della Salute. L’associazione MY ASD perseguendo le sue finalità continuerà a promuovere il territorio attraverso i suoi canali di comunicazione social.

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